Il Parco Nazionale d’Abruzzo è uno dei più antichi parchi d’Italia e gode di fame intenzionale grazie alla conservazione di specie faunistiche italiane. Il lupo ma anche il camoscio d’Abruzzo e l’ Orso Marsicano e la elegante Aquila Reale. Quanto a vegetazione, è ricoperto soprattutto da boschi di faggio: occupano circa due terzi della sua superficie e sono riconosciuti patrimonio nazionale dall’UNESCO.

DOVE SI TROVA?

E’ prevalentemente montano e pastorale. Le catene montuose sono le protagoniste, vanno dai 900 ai 2.200 m che regalano una varietà di morfologie proprio a tutti.

Si passa come nulla dalle vette tondeggianti, tipiche dell’Appennino ai pendii dirupati dal tipico aspetto alpino, in una sola escursione, voltando lo sguardo attorno a noi. I rilievi più importanti sono il Monte Marsicano, la Montagna Grande, la catena del Petroso e della Meta, il Monte Greco: vi mostreranno fieri le impronte delle glaciazioni.

Anche i fiumi regalano spettacoli, primo fra tutti il fiume Sangro grazie al fenomeno carsico che da vita a letti sotterranei e risorgive a valle, e poi ci sono due bacini lacustri: il lago artificiale di Barrea e lago Vivo. Pittoresche cascate e pozze d’acqua nel Parco Nazionale d’Abruzzo sono da cercare nella zona della Camosciara, vi si creano grazie alla presenza della dolomia, roccia dalle particolari caratteristiche di impermeabilità.

COSA VEDERE?

Nel vasto territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo ci sono delle particolari mete ritenute di interesse turismo , ad esempio tra i borghi quello di Barrea, con la Torre monumentale, o quello di Civitella Alfedena, con un’altra torre, stavolta cilindrica. Ci sono i borghi medievali di San Donato Val di Comino e di Rocchetta a Volturno, e un altro meritevole è quello di Castel San Vincenzo con l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Altre mete con cui arricchire le nostre escursioni possono essere il Tratturo L’Aquila-Foggia o lo Sperone di Gioia dei Marsi, il campanile della vecchia chiesa di San Martino in Agne di Lecce nei Marsi o una chiesa intera: quella dei Santi Pietro e Paolo di Pescasseroli. Immancabile anche dalle parti del Parco Nazionale d’Abruzzo un castello, il Castello Cantelmo di Alvito.

La maggior parte della fauna presente, è sfuggente e circospetta, diffidente con noi guardoni. Ma il fascino del Parco Nazionale d’Abruzzo sta anche in questa ricerca del bello autentico, un po’ faticosa. Non bisogna scoraggiarsi: in alcune stagioni, se c’è tranquillità, vige silenzio e l’ambiente è rispettato, ecco spuntare gli animali più spettacolari come il camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano, il lupo, oppure il cervo e l’aquila reale.

COSA FARE?

Le escursioni sono il primo e miglior modo per vivere il Parco Nazionale d’Abruzzo entrando in contatto con la natura, la cultura, le tradizioni sul serio, e non perché  si è passati vicino o si è letto qualcosa in merito. La fatica unita alla bellezza che si sperimentano nelle escursioni sono garanzia di autenticità.

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo

  • si possono fare molte escursioni a piedi seguendo gli itinerari eco-turistici oppure passeggiate a cavallo o a dorso di mulo. La bellezza del paesaggio resta anche se le gite le facciamo in bicicletta e in canoa.
  • è possibile per gli appassionati, fare anche escursioni con gli sci da fondo,
  • sono proposti giri panoramici, sia in pullman, sia in auto.
  • si può partecipare alle escursioni guidate oppure procurarsi la carta turistica ufficiale con circa 150 itinerari eco-turistici, per una lunghezza complessiva superiore a 250 km.

Ogni sentiero è anche per i distratti, segnalato con linguaggio internazionale, rosso/bianco/rosso, con al centro una lettera e un numero.